Marzo 21, 2025
Errore di intubazione in rianimazione: come orientarsi
Questo approfondimento ha carattere generale e informativo: non costituisce un parere sul caso concreto e non promette alcun esito. Non ogni evento sanitario negativo è un errore — solo l'analisi della documentazione può indicare eventuali profili di responsabilità.

Che cos'è l'intubazione e come avviene in emergenza
L'intubazione tracheale consiste nell'introdurre un tubo attraverso le vie aeree fino alla trachea, per garantire ventilazione e ossigenazione quando il paziente non respira autonomamente o va sedato per una procedura critica. È una manovra centrale nella rianimazione, nell'anestesia e nell'emergenza-urgenza in pronto soccorso.
In contesto di emergenza la manovra si svolge spesso in condizioni sfavorevoli: paziente instabile, tempo ridotto, anatomia difficile o non valutabile in anticipo, presenza di traumi o vomito. Per questo esistono protocolli, algoritmi per la via aerea difficile e dispositivi alternativi (videolaringoscopio, presidi sovraglottici) che il professionista può impiegare quando il primo tentativo non riesce.
Proprio perché si opera al limite delle condizioni cliniche, una quota di difficoltà è fisiologica. La qualità della prestazione non si misura solo sul singolo tentativo, ma sull'adeguatezza complessiva della gestione: preparazione, monitoraggio, riconoscimento tempestivo dei problemi e capacità di adottare la strategia alternativa corretta.
Quando una complicanza può indicare un problema
Distinguere una complicanza attesa da una possibile criticità nella condotta non è immediato e richiede una valutazione tecnica sui singoli atti. In generale, ci si interroga quando l'evento avverso appare legato non tanto alla gravità della situazione clinica quanto a passaggi della gestione che potrebbero essere stati sottovalutati.
Elementi che possono meritare approfondimento sono, ad esempio, il mancato riconoscimento tempestivo di un posizionamento non corretto del tubo, l'assenza o il mancato utilizzo dei controlli previsti per confermare che il tubo sia in trachea e che la ventilazione sia efficace, oppure la mancata attivazione degli algoritmi per la via aerea difficile quando la situazione lo avrebbe richiesto.
È importante ricordare che la valutazione va sempre fatta a posteriori con prudenza, tenendo conto di ciò che era ragionevolmente conoscibile e possibile in quel momento. Solo un esame documentale e specialistico può stabilire se la condotta sia stata conforme alle buone pratiche e alle linee guida di riferimento.
Cosa fare e quali documenti servono
Il primo passo è raccogliere la documentazione sanitaria completa. Si può richiedere copia della cartella clinica alla struttura, che è tenuta a rilasciarla: contiene le informazioni essenziali sulla gestione delle vie aeree e sul decorso.
Utile è conservare ogni documento consegnato al momento della dimissione o del ricovero, annotare per iscritto e in ordine cronologico ciò che si ricorda, e non disperdere referti successivi che possano documentare eventuali conseguenze.
Quando permangono dubbi sull'adeguatezza delle cure, il percorso corretto è sottoporre la documentazione a una valutazione medico-legale e clinica specialistica, che potrà chiarire se vi siano margini per un approfondimento. Evitare conclusioni affrettate: la ricostruzione tecnica è indispensabile prima di qualsiasi valutazione.
La cornice normativa: la Legge Gelli-Bianco
In Italia la materia della responsabilità sanitaria è regolata in modo organico dalla Legge 24/2017, nota come Legge Gelli-Bianco. La norma valorizza la sicurezza delle cure come parte del diritto alla salute e attribuisce rilievo all'aderenza alle linee guida e alle buone pratiche clinico-assistenziali accreditate.
La legge disciplina inoltre i profili di responsabilità della struttura e del professionista e prevede specifici passaggi procedurali che precedono l'eventuale contenzioso. Il richiamo alle linee guida è particolarmente rilevante in ambiti procedurali come la gestione delle vie aeree, dove esistono raccomandazioni condivise.
Questa cornice serve a inquadrare il tema in modo equilibrato: non ogni esito sfavorevole comporta una responsabilità, e la valutazione deve sempre confrontare la condotta concreta con lo standard atteso in quel contesto clinico.

Possibili campanelli d’allarme
Sono elementi che potrebbero meritare un approfondimento, non conferme di un errore.
- Un posizionamento non corretto del tubo potrebbe non essere stato riconosciuto o corretto in tempo utile.
- L'assenza nella documentazione dei controlli di conferma del posizionamento e della ventilazione potrebbe segnalare una lacuna nella gestione.
- La mancata attivazione degli algoritmi per la via aerea difficile, in una situazione che poteva richiederla, potrebbe meritare un approfondimento.
- Un peggioramento clinico non spiegato dalla patologia di base potrebbe suggerire di ricostruire i passaggi della manovra.
- Informazioni frammentarie o incongruenze nella documentazione sanitaria potrebbero rendere opportuna una verifica specialistica.
- La difficoltà a ottenere spiegazioni chiare sull'accaduto potrebbe indurre a richiedere la cartella clinica completa.
Cosa è spesso normale
Molti esiti sfavorevoli rientrano nei rischi noti della medicina e non dipendono da un errore.
- Una complicanza rara ma nota e descritta nel consenso informato, verificatasi nonostante una gestione corretta.
- Una difficoltà di intubazione dovuta a un'anatomia sfavorevole non prevedibile prima della manovra.
- La necessità di più tentativi o di ricorrere a dispositivi alternativi in una via aerea oggettivamente difficile.
- Piccole lesioni delle vie aeree superiori che possono verificarsi anche con una tecnica corretta.
- Un esito sfavorevole legato alla gravità estrema del quadro clinico iniziale, al di là della manovra in sé.
- I limiti intrinseci della medicina d'urgenza, in cui non tutti gli esiti negativi sono evitabili.
Documenti utili per una valutazione
- Copia integrale della cartella clinica del ricovero o dell'accesso in pronto soccorso
- Verbale di pronto soccorso e documentazione del trasporto (se presente il 118)
- Modulo di consenso informato eventualmente sottoscritto
- Lettera di dimissione e referti degli esami eseguiti
- Referti e documentazione clinica successivi relativi a eventuali conseguenze
- Nota scritta e cronologica di quanto ricordato dal paziente o dai familiari
Domande frequenti
Ogni complicanza durante l'intubazione è un errore medico?
No. L'intubazione, soprattutto in emergenza, comporta rischi noti e complicanze che possono verificarsi anche con una tecnica corretta. Solo una valutazione tecnica sulla documentazione può distinguere una complicanza prevista da una possibile criticità nella condotta.
Come faccio a capire se la manovra è stata gestita correttamente?
Non è possibile stabilirlo da soli. Serve un esame della cartella clinica e una valutazione medico-legale e specialistica che confronti la condotta con le linee guida e le buone pratiche di riferimento.
Quali documenti dovrei richiedere per primi?
La copia integrale della cartella clinica, l'eventuale verbale di pronto soccorso, il consenso informato e la lettera di dimissione. La struttura è tenuta a rilasciare la documentazione sanitaria che la riguarda.
Che cosa prevede la Legge Gelli-Bianco in questi casi?
La Legge 24/2017 inquadra la responsabilità sanitaria dando rilievo all'aderenza alle linee guida e alle buone pratiche accreditate e disciplina i profili di responsabilità di struttura e professionista, oltre ad alcuni passaggi procedurali.
Un esito sfavorevole significa automaticamente diritto a un risarcimento?
No. Un esito negativo non implica di per sé una responsabilità. Occorre verificare, caso per caso, se la condotta clinica si sia discostata dallo standard atteso in quel contesto.
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Questo articolo ha finalità informative e non costituisce parere medico o legale né sostituisce una valutazione professionale sul singolo caso.
A cura della redazione di Errore Medico — revisione a cura di professionisti medico-legali abilitati.
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